La piccola grande Tippi

Tippi era una tipula triste.
Come? Non sapete cosa sia una tipula? Ecco, avete presente quelle zanzarone enormi, con zampette sottili sottili ma lunghe quanto il vostro mignolino? Le avete mai viste? Scommetto che vi fanno paura. Ma sono innocue, poverine, non pungono!
Purtroppo per lei Tippi, a differenza delle altre della sua stessa specie, era rimasta piccolina, non era mai cresciuta. Così piccola che tutti la confondevano per una comune zanzara. Questo le causava un sacco di problemi. Con gli uomini non cambiava niente, figurarsi, quelli basta che voli e hai sei zampe che si divertono a spiaccicarti al muro. Però, gli altri animali, la guardavano con diffidenza:
«Vattene via!», le diceva il cane appena la vedeva svolazzare, «Non azzardarti a pungermi, che mi attacchi la leishmaniosi!». Lei si allontanava imbarazzata.
«Bee’, che vuoi?», le domandava la capretta, «Mi vuoi dissanguare? Gira al largo, va’!».
Invano Tippi cercava di spiegare che non pungeva e che a lei il sangue non piaceva affatto. Lei andava matta per la frutta marcia. Ma niente, nessuno la ascoltava. Dal cinghiale al criceto, dal gatto alla mucca, tutti la scacciavano in malo modo.
Per la verità, c’era anche chi la invitava ad avvicinarsi:
«Vieni, zanzarina! Ceniamo insieme!», le dicevano il rospo e il geco. Ma lei si teneva lontana, chissà perché non si fidava di quei tipi.
Un giorno, nel suo svolazzare sospinta dal vento, capitò in un orto favoloso: c’erano fragole grandi come mele, mele grandi come angurie e angurie grandi come… be’, così grandi che le potevi spostare solo con la gru!
Era l’orto del professor Crescenzio Crescimbeni, un grande scienziato che aveva scoperto una formula che faceva crescere a dismisura frutta e verdura.
Tippi vide un fragolone da mezzo chilo mezzo marcio e si precipitò a mangiarlo.
Era così piccola che passò attraverso un buco nella rete sottile sottile che circondava la frutta.
Mangiò fino a spanciarsi. Il professor Crescimbeni la trovò sdraiata di schiena, col pancino strapieno, che usava un microscopico stuzzicadenti per togliersi dei filini incastrati in bocca.
«Oddio! Un insetto! Sono rovinato!», urlò.
Che aveva da gridare? In fondo gli aveva mangiato un minuscolo boccone di una fragola marcia.
«La mia formula segreta,», continuò lo scienziato, «potrebbe avere strani effetti su un insetto!».
Neanche aveva finito di parlare che Tippi si sentì strana. Era come se tutto, intorno a lei, rimpicciolisse. Ma era lei a crescere a dismisura!
Crebbe, crebbe, fino a diventare grande quanto un elicottero.
“Aiuto”, pensò disperata, “Prima ero troppo piccola, ora sono troppo grande. Terrorizzerò anche gli umani, mi cacceranno con i carri armati!”.
Per fortuna il professor Crescimbeni, dopo una fuga iniziale, ebbe un’idea grandiosa. Tornò da Tippi e gliela spiegò.

Da quel giorno, Tippi lavora per la Crescimbeni – Frutta e Verdura: i clienti, grandi supermercati e alberghi, comprano la frutta nell’orto e Tippi la trasporta direttamente da loro, per via aerea!
Anche le angurie.
Tippi viene pagata in frutta marcia di cui si rimpinza fino a scoppiare.
Ultimamente, Tippi e Crescimbeni hanno smesso di far pagare la loro frutta.
La regalano ai bisognosi.
Il professore monta in groppa a Tippi e partono per lunghi viaggi, al di là del mare. Tippi trasporta montagne di buona frutta in paesini poveri poveri, dove un mucchio di bambini, papà e mamme non hanno altro da mangiare.
Queste persone li accolgono sempre con un sacco di feste, prima di sedersi a tavola.
E Tippi, la piccola, grande Tippi, è finalmente felice.

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